Con il 98,9% dei voti conteggiati, in Olanda il partito progressista D66 dei liberali centristi guidato dal 38enne Rob Jetten è passato in vantaggio di quasi 15mila voti sul Partito per la Libertà (Pvv) del leader anti-Islam Geert Wilders. Lo riporta la stampa olandese citando i risultati provvisori dei seggi di Amsterdam.
Ad Amsterdam il partito più votato è stato il GroenLinks-Pvd, appena davanti al D66 che ora ha 14.730 voti in più rispetto al Pvv di Wilders. Entrambi i partiti sono ora accreditati a 26 seggi.
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Rispetto agli exit poll diffusi ieri sera, i risultati ufficiali presentano scostamenti minimi ma politicamente rilevanti, che accentuano l’incertezza sul rebus delle possibili coalizioni di governo. Lo scrutinio, elaborato dal servizio elettorale dell’agenzia di stampa olandese Anp, dovrà essere validato nei prossimi giorni dalla Commissione elettorale dei Paesi Bassi.
Il nuovo leader possibile della politica olandese potrebbe dunque essere un giovane europeista e non un isterico sovranista che cavalca l’odio anti-migranti con D66 grande sorpresa che guadagnano 17 seggi mentre Wilders ne perde 12.
Crollati anche i Liberali di Timmermam, sarà probabilmente Jetten a guidare i negoziati per il nuovo governo diventando, con ogni probabilità, primo ministro a guida di una coalizione con cristiano-democratici di Cda, quinta forza con 19 seggi (nonostante il leader Henri Bontenbal, abbia detto infatti che le scuole religiose sono libere di sostenere che le relazioni omosessuali sono un errore).
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(30 ottobre 2025, ultimo aggiornamento ore 17.45)
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