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Più sono inaffidabili più si spacciano per “salvatori della Patria”

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di Giancarlo Grassi #Lopinione twitter@perugianewsgaia #Politica

 

Stanno lì dal 1994 o da subito dopo, e sono sempre loro. Sono gli stessi cognomi, le stesse facce, gli stessi partiti – li hanno trasformati, travestiti, gli hanno cambiato nome, tolto un nome, aggiunto un nome, ma sono sempre loro: sono l’estrema destra più irresponsabile ed opportunista che l’Italia ricordi, vincente prima nelle inutili teste del popolino e poi nelle urne, non per meriti, ma per effetto di certe corazzate mediatico-editoriali. Continuano a vendere le stesse bugie. Da venticinque anni.

Negli ultimi mesi la solfa è cambiata: non sono più neofascisti. Sono sovranisti, che li rende più neofascisti di prima, ma fa più moderno, e sono più o meno diretta emanazione dei due grandi sperimentatori del divide et impera che vengono da est e si chiamano Putin ed Erdogan. Che stanno devastando il mondo in nome della loro follia personale. Non sono i primi e non saranno gli ultimi.

E i sovranisti italiani, quelli con la barba e quelle bionde, non sono i primi truculenti che ci cascano. E’ storia vecchia.

C’era un ometto, c’è chi ci ha fatto sopra una carriera per storia famigliare, che parlava di vittorie mentre gli Italiani schiattavano dall’Africa alla Russia e il popolino gridava dalle piazze, perché non aveva scelta; oggi invece – che la scelta ce l’hanno – continuano a gridare dalle piazze perché glielo suggerisce la memoria collettiva. Ma sono una minoranza, perché per la maggioranza degli Italiani la memoria è afona, come la coscienza dei sovranisti collusi con tutto ciò che di peggio c’è stato negli ultimi venticinque anni di politica e si spacciano per il nuovo. Per fregarvi meglio e un’altra volta.

Lo hanno fatto in Umbria, lo fanno in Calabria, in Sardegna, dove non hanno mantenuto una sola delle loro promesse, e nelle regioni dove sono devastati dalla loro incapacità nell’affrontare le emergenze – perché non nascono tutti Zaia, odioso finché si vuole, ma uomo assai capace – danno la colpa al governo centrale. Perché anche un virus, nella romanzata e sovranista destra italiana neofascista, ha bisogno di un colpevole: i cinesi, in questo caso, come insegna la leader dal capello biondo lepen.

Così che in tempi in cui virus seri minacciano la nostra vita sarebbe consigliabile non cedere ai virus che non nascono in natura, ma nella testa malata degli uomini e chiedersi, prima di votare la prossima volta, come mai i racconti dei nostri oggi sovranisti – ieri popolo delle libertà, ieri l’altro casa delle libertà, ma sono sempre loro e dicono sempre le stesse cose – si ritrovino così aderenti a certi capi di stato i rapporti con i quali si sono sempre rifiutati di chiarire, pericolosissimamente protagonisti della destabilizzazione di un’area del mondo tra le più delicate. Su quegli argomenti i sovranisti di casa nostra non dicono nulla, nascondendo gli eventi dietro l’odio propagandato contro i migranti. Come sugli esponenti dei loro partiti indagati o arrestati per mafia, con presunzione d’innocenza s’intende. Su quelli stanno zitti proprio.

 

(18 marzo 2020)

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