“Pagare 70 euro per l’abbonamento scolastico al trasporto pubblico, anziché sostenere per intero il costo del servizio, significa per molte famiglie umbre avere una spesa in meno e per tanti studenti poter raggiungere più facilmente la scuola, l’università e i luoghi della propria formazione. È questo il senso della misura finanziata dalla Regione Umbria attraverso il Fondo Sociale Europeo, destinata agli studenti con un ISEE fino a 30 mila euro”. A dirlo in una nota è il consigliere comunale di Perugia, Lorenzo Falistocco, capogruppo Avs.
Una scelta che interviene su un bisogno reale e che allarga l’accesso alle agevolazioni rispetto al passato. Il limite ISEE, infatti, è stato portato da 25 mila a 30 mila euro, ampliando la platea dei beneficiari. È un passaggio importante anche perché il costo degli spostamenti pesa in modo diverso sulle famiglie e non può diventare un ostacolo alla frequenza scolastica e universitaria.
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“Per questo ringrazio l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, per il lavoro svolto e per aver sostenuto una misura che mette al centro il diritto allo studio e l’accessibilità dei servizi. Le risorse del Fondo Sociale Europeo hanno vincoli precisi e vanno utilizzate con attenzione, individuando le priorità sulle quali intervenire. Ed è esattamente ciò che la Regione ha scelto di fare. In questo quadro, le critiche arrivate da alcuni esponenti della destra perugina appaiono difficili da comprendere, soprattutto quando chiedono ulteriori interventi senza spiegare con quali risorse e dentro quali vincoli dovrebbero essere finanziati. Ma c’è una questione ancora più importante che il centrodestra dovrebbe chiarire. Quando in Regione governava il centrodestra, il limite ISEE per l’accesso alle borse di studio era fissato a 25 mila euro. Oggi è stato portato a 30 mila. Dunque la domanda da rivolgere al consigliere Volpi e agli esponenti del centrodestra è semplice: perché quella soglia non è stata innalzata quando erano loro a governare? E quali misure hanno messo in campo, durante quegli anni, per rendere il trasporto pubblico più accessibile a chi studia? Perché è facile chiedere oggi di fare di più. Più difficile è spiegare perché, quando si aveva la responsabilità di decidere, si sia scelto di fare meno. La Regione sta intervenendo anche su una rete di servizi che riguarda la vita quotidiana di ragazze e ragazzi, dalla mobilità notturna a Gimo, con l’obiettivo di rendere gli spostamenti più semplici, sicuri e accessibili. È una direzione precisa, che va rafforzata nel tempo attraverso nuove risorse e servizi capaci di rispondere alle esigenze di studenti e famiglie. Il centrodestra può naturalmente criticare le scelte della Regione. Ma prima di dare lezioni sulla mobilità pubblica dovrebbe spiegare le proprie, quando aveva la possibilità di governare. A partire proprio da quei 25 mila euro che oggi, con evidente disinvoltura, sembra aver dimenticato”.
Così la nota stampa inviata in redazione.
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(26 agosto 2026)
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