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L’Umbria leghista dell’inconcludenza presa a sberle dal Covid-19

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di Daniele Santi, #Lopinione

Un ricovero all’ora, scriveva Fanpage.it, parlando della drammatica situazione dell’Umbria in “Zona Rossa”, quell’Umbria leghista presa a schiaffoni dal virus dopo l’illuminato intervento del genio della lampada Bertolaso, quello che per il piano di prevenzione aveva tuonato “Niente lockdown in Umbria“, facendo sapere – era il 6 novembre mica eoni fa – che per “l’Umbria” c’erano” diverse soluzioni” , tutte formidabili se guardiamo ai risultati di oggi: Umbria chiusa; tutti gli interventi chirurgici non urgenti rimandati a data da destinarsi e sanità al collasso.

E’ la grande saggezza leghista che si affida sempre al passato per governare il futuro senza vedere il presente, basti guardare alle favolose coppie Fontana-Gallera e Fontana-Moratti in Lombardia.

Dunque l’altro genio della lampada, donna Tesei di salviniana memoria, fa i conti con la realtà: si chiamano variante brasiliana e variante inglese del virus, erano già lì, ma il leghismo non prevede la realtà, prevede l’ideologia – o il potere per il potere, mica schiferìe – e riesce ad essere xenofobo anche parlando di contagi. Questo scrivente ha vissuto a lungo in Umbria. Lingua nazionale delle sue frequentazioni: l’inglese. Qualcosa vorrà pur dire e con la forte presenza di stranieri, che possono viaggiare sia per lavoro che per questioni famigliari, si poteva anche fare i conti. Ma questa è una banalità. Ne è consapevole persino questo infantile contestatore che scrive.

Erano 500 i ricoverati negli ospedali umbri, su 675mila abitanti, l’8 febbraio 2021: record per numero di posti letto occupati, 77 i ricoverati in terapia intensiva occupate al 56%, assai sopra la soglia d’allarme. Un tasso di positività del 25,1% sui molecolari e dell’8,86% sul totale. E’ ancora Fanpage.it a scrivere deella situazione all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove da settimane circola la variante brasiliana: i cluster hanno interessato 30 pazienti, entrati negativi all’infezione e poi scoperti positivi, mentre una settantina di medici sono poi risultati positivi, 60 dei quali avevano ricevuto la prima dose del vaccino e in un caso anche il richiamo.

Mica per prendersela con chi sta al potere o con Bertolaso che aveva tuonato “Niente lockdown in Umbria“, facendo sapere – era il 6 novembre mica eoni fa – che per “l’Umbria” c’erano” diverse soluzioni”. Di quelle soluzioni non c’è traccia, pare. In compenso ci sono 675mila persone in lockdown e una regione in zona rossa. La buona politica [sic] leghista di stampo filo-Fontana dà i suoi buoni frutti come in Lombardia.

 

(9 febbraio 2021)

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