Sull’Afghanistan, Meloni incontra Orbán: “Rifugiati non pesino su Ue. Difesa della famiglia naturale e dell’identità cristiana”

di Daniele Santi, #Politica

Paladini della cristianità e dell’amore per il prossimo eccoli, i democrati Meloni e Orbán incontrarsi sull’Afghanistan per auspicare che i profughi non rompano troppo i coglioni. Scuserete il linguaggio aulico.

Uniti nella difesa della famiglia naturale, che per chi vive in una coppia di fatto è grandemente coerente, e dell’identità cristiana. Insomma, tutti un’umanità.

Viktor Orbán si trovava in Italia per alcuni giorni di vacanza, ed è quando si ha la vita comoda che si specula politicamente sulla sofferenza altrui decidendo che non deve pesare sul proprio benessere, e per partecipare al meeting della rete internazionale dei legislatori cattolici (ICLN) si immagina sulla base del fate quel che dico non quel che faccio.

Meloni e il presidente ungherese hanno quindi colto l’occasione per questo incontro altamente costruttivo, i cui temi si sarebbero potuti immaginare senza bisogno di informazioni ufficiali così come le loro conclusioni e si sono affrettati a rendere noto che “la comunità internazionale si faccia carico di questi rifugiati sostenendone l’accoglienza nei paesi limitrofi, senza gravare ulteriormente sull’Europa, e sulla necessità di vigilare attentamente sulle possibili infiltrazioni terroristiche”.

Così impegnati a difendere l’identità cristiana da dimenticarsi di metterne in pratica i valori d’accoglienza, i due leader hanno quindi rispolverato i temi cari alle Crociate dimenticandosi, o tacendo appositamente, l’assoluta verità storica che ogni attentato perpetrato dai terroristi islamisti sul territorio occidentale non veniva da cellule esterne, ma da micro-organizzazioni sparse sul territorio dei nostri paesi, sui nostri territori, cresciuti dentro le nostre società.

Ora aspettiamo altri incontri della leader di Fratelli d’Italia con i trumpiani alla Steve Bannon, trumpiani che sono la vera causa di questo disastro insieme al delirio tutto occidentale di esportazione della democrazia come se la democrazia fosse un prodotto industriale da vendersi al mercato. Al mercato, certi politici lo sanno benissimo, si vendono solo merci deperibili come certe bufale. Non certo valori.

 

(29 agosto 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 



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