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martedì, Settembre 28, 2021

Tra Sospiri (Forza Italia) presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, e perquisizioni, il calvario di Fratelli d’Italia

di G.G., #Politica

Anche in Abruzzo la giunta a guida Fratelli d’Italia non si fa mancare nulla, diciamo. Non bastano in Veneto le uscite della consigliera che ricorda il 25 aprile celebrando i Nazisti, che subito scoppia un’altra bomba carta. Stavolta non c’entrano i Nazisti d’antan ma gli alleati di destra di Forza Italia odierni, con il  presidente del Consiglio regionale dell’AbruzzoLorenzo Sospiri (Forza Italia), tra gli indagati nell’inchiesta della procura di Pescara che ha messo nel mirino appalti nella sanità e nella fornitura di altri servizi.

Lo scrive Il Fatto Quotidiano che cita l’Ansa.

Sospiri, come riferisce l’Ansa, è accusato di corruzione e associazione a delinquere – robetta, diciamo – e le forze dell’ordine gli hanno sequestrato il cellulare e alcuni documenti. Gli indagati sono quindici: tra loro il consigliere regionale Mauro Febbo, ex assessore alle attività economiche e al turismo, indagato per corruzione, e l’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli, ex dirigente storico della nazionale di calcio under 21 e presidente onorario del Pescara. Un 85enne arzillo accusato di associazione a delinquere assieme alla figlia e 5 dipendenti della sua società. Perché, giustamente, dio patria e famiglia.

Una nota dello stesso Sospiri, riportata dal quotidiano di Marco Travaglio, spiega: “… ho ricevuto un avviso di garanzia nel quale mi si addebitano rapporti con lo stesso imprenditore Marinelli per assunzioni e finanziamenti che avrebbero dovuto avere presunte ricadute elettorali. Mi è stato chiesto di consegnare il mio iPhone per consentire approfondimenti d’indagine su presunte conversazioni, e ovviamente l’ho affidato nelle mani degli inquirenti. Ora attendo fiducioso l’esito di tali verifiche con estrema serenità sia sul versante delle presunte assunzioni sia su quello dei presunti finanziamenti elettorali”. L’assessore Mauro Febbo, invece, indagato per corruzione dal Pm di Pescara Andrea Di Giovanni, sarebbe contestato, in base ad una informativa della Guardia di finanza e della Mobile di Pescara, di aver ricevuto denaro “e altre erogazioni” per “l’impegno a far bandire la gara per esecuzione del project financing per la realizzazione del nuovo polo oncologico dell’ospedale di Chieti”.  Il suo legale si dichiara “Basito”, figurarsi quanto lo sono gli italiani in questo continuo andirivieni da e per le Procure, che continua spiegando come “conoscendo bene il consigliere regionale chiederò che venga ascoltato dai pm il prima possibile, al buio, immediatamente”.

Non può mancare il pacato commento del presidente della Regione Marco Marsilio, il politico che perse le staffe con l’inviata di Piazza Pulita che gli poneva domande con educazione, che esprime “piena fiducia nell’operato della Magistratura” nella “certezza che” gli indagati “sapranno chiarire la loro totale estraneità ai fatti oggetto di indagine”. Insomma Marsilio sembra abbia già tirato le sue conclusioni, tutte le dichiarazioni sembrano essere legittime, e sembra che in questo paese non esista la presunzione d’innocenza, ma solo il bisogno di trasformare in processo mediatico ogni azione dei Magistrati. Poi Marsilio si augura “che i doverosi accertamenti della Procura possano avvenire nel minor tempo possibile, fugando ogni ombra che possa turbare la serenità dell’attività istituzionale”. Perché certamente c’è bisogno di serenità.

Marsilio decise qualche mese fa di tagliare 75 milioni alla Sanità abruzzese, subito dopo avere aumentato gli stipendi a 53 dirigenti della Regione. Perché certamente c’è bisogno di serenità. Oltre che di buona sanità.

 

(4 maggio 2021)

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