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Il governatore dell’Abruzzo di Fratelli d’Italia prima di aumentare gli stipendi ai direttori ha deciso 75 milioni di tagli alla Sanità

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di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@gaiaitaliacom #Abruzzo

Volendo tornare indietro nel tempo, e nemmeno troppo perché eravamo appena a gennaio, cioè appena tre mesi prima che il governatore di Fratelli d’Italia Marsilio decidesse un sensibile aumento di stipendio per 53 dirigenti regionali dell’Abruzzo, perché in qualche modo bisogna pur trovare i soldi e la destra da sempre trova i soldi per fare quello che le pare tagliando la Sanità – guardate cosa succede in Lombardia, per capire e prima di darci dei comunisti – il Governatore Marsilio, fiore all’occhiello del partito guidato dalla Le Pen della Garbatella, decideva un taglio di 75 milioni di euro alla Sanità della Regione.

Questo mentre il Coronavirus cominciava la sua strisciante attività sul territorio italiano e in tutto il mondo. Perché per le azioni intelligenti non occorre cervello, serve tempismo. E, lo abbiamo gà scrittod a qualche altra parte, immaginate cosa risponderanno quando gli sbatteranno nei denti che con quei tagli potevano essere comprati tamponi. Altro che aumenti ai direttori.

Le nuove indennità di posizione vanno da un minimo di 38mila euro a un massimo di 45mila l’anno, gli aumenti per i direttori sarebbero arrivati a 70mila euro, 84mila per la direttrice generale, ma fin lì non si sono spinti. E non certo per pudore o amor di patria. I settantacinque milioni di euro di tagli alla Sanità erano contenuti nella manovra di bilancio di fine anno del presidenre Marsilio di Fratelli d’Italia, che sono il partito che va  abraccetto con la Lega nella pubbliche piazze a sbraitare di giustizia sociale.

Non c’eravamo, ma immaginiamo che la isolfa giustificativa sui taglia sia stata la solita che recitano le destre, cioè che è stata colpa della amministrazioni precedenti. Ce la raccontano così dal 1992 quando questa destra era composta, nella sua dirigenza bugiarda, esattamente da coloro che continuano ad essere dov’erano. Sono cambiati solo i peonos. Che per uno stipendio da consigliere o parlamentare sono disposti a votare quasi tutto.

 

(19 aprile 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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