“Quella che si conclude oggi è un’edizione di Umbria Jazz che ha saputo andare davvero oltre ogni aspettativa. Gli oltre 46 mila biglietti venduti raccontano certamente un risultato straordinario, ma i numeri da soli non bastano a descrivere ciò che questa manifestazione è riuscita a generare. Ogni anno Umbria Jazz riesce a compiere quello che sembra un piccolo miracolo: rinnovarsi senza perdere la propria identità. È il frutto della visione artistica di Carlo Pagnotta e del lavoro di una squadra straordinaria che continua a guardare con attenzione alla contemporaneità, mantenendo il festival vivo, innovativo e sempre capace di sorprendere.
L’edizione 2026 è stata un’esplosione di musica, di bellezza e di partecipazione. Abbiamo vissuto serate indimenticabili, con artisti di livello internazionale e concerti che hanno regalato emozioni profonde. Penso, ad esempio, alla straordinaria energia del concerto di Zucchero, che ha fatto esplodere l’Arena Santa Giuliana in tre ore di musica intensa e coinvolgente.
Ma Umbria Jazz è molto più dei grandi concerti. È anche la gioia dei più piccoli, con oltre settecento bambini protagonisti di Umbria Jazz Kids nei Giardini Carducci. È un festival che educa all’incontro, alla contaminazione culturale, all’ascolto reciproco. In un tempo segnato da conflitti e divisioni, investire nella musica e nelle nuove generazioni significa affermare con forza che la diversità è una ricchezza e che il linguaggio universale della musica può diventare uno straordinario strumento di pace. Questo è anche un messaggio profondamente politico, nel senso più alto del termine.
Per questo desidero esprimere la gratitudine dell’intera città a tutte le persone che rendono possibile questo evento. Grazie alla presidente Stefania Proietti, al presidente della Fondazione Umbria Jazz Stefano Mazzoni, a Carlo Pagnotta, a tutta la struttura organizzativa e a tutto il Consiglio d’Amministrazione. Un ringraziamento particolare va a Luca Gatti, componente del Consiglio di amministrazione in rappresentanza del Comune di Perugia, a tutti i lavoratori e ai volontari che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono ogni giorno alla riuscita di questo straordinario festival.
Un grazie speciale va anche alla città di Perugia. Umbria Jazz è possibile perché esiste una comunità che sa accogliere. Per dieci giorni Perugia apre le proprie piazze, le proprie strade e i propri luoghi della cultura, mettendo in campo professionalità, competenze e una straordinaria capacità organizzativa.
Come amministrazione comunale continueremo a fare la nostra parte, investendo risorse, servizi e organizzazione. Ringrazio la Protezione civile comunale e tutti i volontari impegnati in questi giorni, così come tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato per garantire sicurezza, accoglienza e servizi. Un investimento importante è stato dedicato anche alla mobilità, con il potenziamento dei collegamenti e del trasporto pubblico notturno, Minimetrò e GIMO, che ha consentito a migliaia di persone di vivere il festival in serenità anche nelle serate di maggiore affluenza.
Il nostro impegno è quello di continuare a crescere, anno dopo anno, provando sempre ad andare oltre. Perché il prestigio di Umbria Jazz rappresenta una responsabilità per tutta la città: non è soltanto un grande evento culturale, ma un modello di qualità, di organizzazione e di visione che deve ispirare ogni ambito della vita pubblica.
Grazie a tutti per questa straordinaria edizione. Da domani iniziamo già a guardare alla prossima, con la stessa passione e con la stessa voglia di superare ancora una volta i nostri limiti.”.
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(12 luglio 2026)
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