Marche, in mezza giornata la pioggia che cade in un anno

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di Massimo Mastruzzo*

Il presidente della regione Marche, grande amico di Giorgia Meloni, appartiene a quell’area politica che nega i cambiamenti climatici. Non a caso Fratelli d’Italia in Europa vota contro le rinnovabili, e la Lega si astiene, questo nonostante l’Italia stia uscendo adesso dall’estate più calda mai registrata in Europa, e dall’inizio dell’anno sono già oltre 130 gli eventi meteo estremi che hanno colpito lo Stivale. Sia l’Ipcc sia l’Agenzia europea dell’ambiente affermano con certezza che «il cambiamento climatico è innegabilmente responsabile di un aumento degli eventi meteorologici estremi», che stanno infatti crescendo in frequenza ed intensità.

Il cambiamento climatico è naturalmente in corso anche in Europa e l’uropean Environment Agency (EEA) avverte che «Dobbiamo prepararci a ondate di caldo più intense, inondazioni e tempeste, incendi e scarsità d’acqua».

Per difendere il territorio dai cambiamenti climatici, che abbiamo miopemente innescato, è indispensabile agire sia sul fronte dell’adattamento che su quello del contrasto alla crisi climatica, che è legata a doppio filo alle emissioni di CO2 derivanti dall’uso dei combustibili fossili.

Diventa quindi improcrastinabile il passaggio all’uso delle fonti rinnovabili per accelerare la transizione ecologica. L’Europarlamento a tal proposito ha approvato un testo legislativo nel merito, sostenendo la proposta RePowerEu della Commissione Ue che prevede di arrivare al 2030 con almeno il 45% dei consumi finali di energia soddisfatti dalle energie rinnovabili (ad oggi in Italia siamo a circa il 20%).

RePowerEu è il piano della Commissione europea per rendere l’Europa sia indipendente dai combustibili fossili russi, che per:

  • risparmiare energia;
  • produrre energia pulita;
  • diversificare il nostro approvvigionamento energetico.

Un piano che ha visto il Parlamento europeo votare in maniera largamente favorevole (418 a favore, 109 contrari e 111 astenuti). Nello specifico degli europarlamentari italiani, con 56 votanti e 20 assenti, è stata sostanzialmente confermata la distribuzione dei voti in relazione dell’appartenenza dei gruppi politici del Parlamento europeo, ovvero La lega che si è astenuta, ma con il gruppo di appartenenza (ID) fortemente contrario segnalando quindi un’incertezza sul tema, e Fratelli d’Italia che si è spaccata, con tre contrari e tre favorevoli, ma con il gruppo di appartenenza (ECR) fortemente contrario.

Gli eventi meteo estremi che si ripetono con sempre maggiore frequenza e, purtroppo, maggior vigore, sono evidentemente conseguenza della crisi climatica, e non servono esperti in climatologia per comprendere che bisogna fare qualcosa per evitare che la situazione peggiori ancora di più. Purtroppo le forze politiche o non se ne curano, o se lo fanno senza troppa fretta.

Purtroppo le forze politiche che dai sondaggi sono dati in vantaggio per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre, non mostrano particolari garanzie per quanto concerne la pratica della tutela ambientale.

Il leader della Lega Salvini, ad esempio, è lo stesso che nel 2016, da eurodeputato, votò contro la ratifica dell’Accordo di Parigi sul clima – la roadmap globale contro la crisi climatica – per poi continuare a criticare il tema negli anni successivi. Nel maggio 2019 tra le risate di condivisione del suo pubblico (chi si piglia si assomiglia) in un comizio a Sassuolo l’ha derubricato i cambiamenti climatici a semplice battuta di spirito: «Da quando hanno lanciato l’allarme del riscaldamento globale fa freddo, c’è la nebbia. Lo sto aspettando questo riscaldamento globale». 

Nel 2020 riuscì a fare peggio (non gli viene mai difficile fare peggio) riuscendo a parlare di migranti, mentre Palermo era sommersa da una bomba d’acqua:«A furia di pensare solo agli immigrati, il sindaco Orlando dimentica i cittadini di Palermo: basta un temporale e la città finisce sott’acqua». Trump docet.

Massimo Mastruzzo

Fratelli d’Italia, il partito guidato da Meloni, dal canto suo ha chiesto all’Europa uno stop al Green deal, ed ha da poco prodotto un manifesto contro la transizione verde.

Secondo Procaccini – responsabile nazionale del dipartimento Ambiente ed energia di FdI: «a 174 anni dal manifesto del comunismo di Marx, in Europa si aggira un altro spettro, quello dell’ambientalismo nella sua forma degenerata». E ancora Procaccini spiega il “manifesto dell’ecologia conservatrice” del partito: «Pensiamo che l’ecologia rappresenti la quintessenza della causa conservatrice perché è l’essenza di quell’alleanza tra i morti, i vivi e i non ancora nati. Per noi la vita è sacra in tutte le sue forme: è quello che porta a batterci per la vita di un cucciolo di foca ma a maggior ragione per il cucciolo custodito nel grembo di una donna».

Il programma ambientale di Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia – è sostanzialmente lo stesso della francese Marine Le Pen (sconfitta da Macron). Un programma antieuropeista anche dal punto di vista climatico che stranamente non sta sollevando gli stessi allarmi sollevati dai media italiani durante la campagna elettorale della Le Pen.

Fi, FdI e Lega sono tutti insieme a favore di un fantomatico futuro nucleare.

Un enorme paradosso dal punto di vista della sostenibilità ambientale visto che la metà degli impianti in Europa sono spenti perché una parte ha problemi di corrosione; l’altra è in difficoltà per la siccità e il basso livello dei fiumi. Si le centrali nucleari bloccate dalla siccità  perché di acqua ne hanno bisogno, e tanta, per raffreddare gli impianti, e quell’acqua che poi smaltita, è la stessa che qualche settimana fa faceva lanciare grida di allarmi per la sua mancanza.

*Segreteria nazionale M24A-ET
Movimento per l’Equità Territoriale

 

 

(18 settembre 2022)

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