di Redazione Esteri
Mentre i servizi segreti occidentali segnalano una massiccia presenza di aerei russi al confine con l’Ucraina, non riscontrata però dagli Stati Uniti e sembra di ritornare a quando i servizi segreti parlavano di truppe russe ammassate ai confini con l’Ucraina e da oltre oceano si diceva “No”, i vertici Ue confermano l’impegno a fianco di Kiev.
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Ecco così le immediate ire funeste dei Russi con il ministro degli Esteri Serghei Lavrov che tuona minacce: “L’Occidente ormai è a un punto di non ritorno” contemporaneamente, o subito dopo, l’annuncio della residente della Commissione Ursula von der Leyen annuncia il progetto del decimo pacchetto di sanzioni contro Mosca che l’ex presidente Medvedev definisce “Una ginecologa”.
I soliti esperti frattanto parlano di un conflitto che potrebbe decidersi “entro l’estate” – saggiamente non dicono di quale anno mentre voci che giungono dal mondo della geopolitica occidentale parlano di un’eventuale “vittoria russa in Ucraina” che “aprirebbe la strada a Pechino contro Taiwan”. In questo continuo susseguirsi di voci, mentre gli aerei russi scorrazzano sugli spazi aerei europei e statunitensi e sottomarini nucleari si fanno vedere nel Mar baltico, come denuncia la Norvegia, in una provocazione continua, il governo di Kiev rivendicano la distruzione di un lanciatore russo di armi termobariche vicino Vulhedar, nell’oblast di Donetsk, con un messaggio su Telegram.
Le armi termobariche hanno spaventosi effetti distruttivi.
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(15 febbraio 2023)
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