Ultima Generazione. A Roma dialogo con il deputato Donzelli

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di Redazione Politica

Questa mattina, alcuni cittadini aderenti alla campagna Fondo Riparazione hanno citofonato alla porta della sede di Fratelli d’Italia in via della Scrofa mentre altri sono stati portati in questura ancora prima di arrivare davanti alla sede, lo scrive una nota stampa di Ultima Generazione che continua; sono 12 le persone che hanno bussato per invitare un senatore, deputato o consigliere regionale a un dialogo portando delle domande. Dopo 45 minuti è arrivato Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, che si è reso disponibile a rispondere alle domande. Al fine di creare uno spazio di ascolto reciproco abbiamo proposto al deputato di svolgere il dialogo rispettando i turni di parola e senza interrompere i discorsi delle persone (momento molto raro per la nostra politica). Le domande proposte sono state le seguenti:

  • Come mai nelle Marche (a guida Fratelli d’Italia) dei 400 milioni di danni causati dall’alluvione del 2022 sono arrivati soltanto 60 milioni di fondi tra governo e aiuti UE?
    Perché il primo ministro si candida alle Europee sapendo che non prenderà la carica, ingannando così gli elettori?
  • Come mai il ministro Lollobrigida si fa dettare l’agenda politica dalla Coldiretti?
  • Perché spendere 28 miliardi in fondi per gli armamenti a fronte di una situazione nella sanità pubblica vicina al collasso?

 

Chloè ha concluso così: “Per quanto ringraziamo il deputato per la sua disponibilità, le sue risposte hanno dimostrato che il partito al governo non ha una consapevolezza profonda del disastro climatico e sociale che sta avanzando in questo momento. Sono state portate piccole argomentazioni, tra l’altro senza fonti, per controbattere le nostre domande senza mai riconoscere la situazione critica in cui ci troviamo. Questo è estremamente preoccupante”.

Il dialogo, con un Donzelli che dava la sensazione di una certa irritazione, è stato mandato in onda, in parte, anche dalla trasmissione Tagadà de La7 nel pomeriggio del 29 maggio.

Gesualdo, 35 anni, docente universitario e archeologo siciliano racconta: “Oggi sono venuto qui dalla Sicilia perché penso che sia molto importante ricordare ai partiti la loro responsabilità di fronte ai cittadini. E questo va ben oltre il breve dialogo aperto oggi davanti alla sede di Fratelli d’Italia, perché i fatti dimostrano che Fratelli d’Italia è un partito condizionato dalle lobby. In una democrazia sana, i partiti dovrebbero essere mediatori di un vero dialogo tra il popolo e il potere, eppure quello che vediamo sono partiti che difendono i loro interessi personali invece che prendersi cura dei bisogni dei cittadini. Vogliamo che vengano implementati degli strumenti di democrazia diretta per riattivare l’interesse e potere politico personale e sconfiggere l’indifferenza.”

Per quanto il deputato Donzelli – continua il comunicato – si sia mostrato un difensore dei bisogni degli italiani, Fratelli d’Italia porta avanti pratiche più vicine alle democrature che a una democrazia, questo a prescindere dalla demagogia anti-immigrazione e dalla nostalgia dei suoi esponenti per il fascismo.

Questa classe politica si sta dimostrando incapace di affrontare le sfide che la Storia sta loro ponendo con l’urgenza della crisi climatica. Non solo è macchiata da diverse e gravi inchieste per corruzione, ma non è rappresentativa della popolazione italiana, che, ricordiamo, in un recente sondaggio Ipsos si è dichiarata preoccupata per la crisi climatica al 78,8%.

Chiude la nota con le richieste di Ultima Generazione che considera la disobbedienza civile non violenta come pratica politica: “Abbiamo bisogno di un piano di adattamento che sia in linea con la reale emergenza che sta affrontando il nostro paese. La nostra richiesta è di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari.  Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile nonviolenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi.”

 

(30 maggio 2024)

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