27.1 C
Ancona
mercoledì, Luglio 6, 2022

Liana Borghi, grazie

Altre Notizie

Share

di Giuseppe Sciarra, #Cultura

Non conoscevo Liana Borghi e faccio mea culpa per la mia tardiva scoperta del suo incredibile lavoro. Detesto venire a conoscenza di personaggi di tale portata quando vengono a mancare. Sembra una maledizione quella di prestare attenzione a persone che sono state fondamentali per i cambiamenti sociali e culturali del nostro paese proprio quando non ci sono più. Avrei voluto conoscere questa magnifica donna, dai modi gentili, gli occhi azzurri così profondi e quel sorriso radioso carico di benevolenza e speranza, che suggeriva un’incantevole essere umano, aperto alla vita e alla gente. Mi sembra di conoscere da sempre Liana. Vedere su Youtube i video dei suoi interventi sulla teoria queer dà la percezione di avere a che fare non solo con una grande intellettuale ma con un’amica, dolce, accogliente, depositaria di un sapere immenso che scalpita per essere condiviso con umiltà – parola non scontata quando si parla di intellettuali.
Se l’avessi conosciuta prima, sarei immediatamente corso in zona Pigneto a Roma, dove c’è Tuba, la libreria delle donne di cui la docente universitaria, scrittrice, ricercatrice di letteratura anglo americana, femminista lesbica e attivista lgbtq+ abruzzese era socia.
Avrei parlato con lei di qualunque cosa, non solo di gender o teoria queer. Le avrei fatto una miriade di domande, ascoltandola in rigoroso silenzio e facendo mia ogni sua singola frase – conscio che ne sarei uscito arricchito e diverso. Mi sarei regalato un viaggio di piacere e studio a Firenze per andare al giardino dei ciliegi (che fa pensare all’omonima opera di Cechov e a una delle mie canzoni preferite di Lucio Battisti) luogo di cui è stata co-fondatrice nel 1987: fondamentale per tutta una serie di persone fuori dagli schemi non conformi ai ristretti e omologanti modelli della società capitalista, ‘A cui non possiamo‘ sottrarci diceva Borghima che abbiamo comunque il dovere di contrastare per proteggere la nostra unicità e non essere dei corpi asserviti al sistema capitalistico‘.

Liana quel sistema l’ha contrastato da sempre per la libertà di quei corpi che proteggeva e voleva risvegliare dalla menzogna di un determinato confine prestabilito dalla società – e non dall’essere umano – in base alla propria identità di genere e l’orientamento sessuale.

Nel 1979 Liana è stata fondatrice della libreria delle donne di Firenze punto di riferimento delle femministe italiane. Nel 1985 fondò con la collega Rossanna Fiocchetto la casa editrice Estro, con la quale permise di far arrivare in Italia tutta una serie di autrici imprescindibili per la comunità lesbica che altrimenti sarebbero state ignorate dai nostri lettori. I nomi sono tanti: Gertrude Stein, Hèlene Cixous, Adrianne Rich, Monique Witting Audre Lorde, Teresa de Laurentis, Monique Wittig, Nicole Brossard. Ricordiamo che anche Donna Haraway, l’autrice e docente americana che ha studiato il rapporto tra identità di genere e scienza , introducendo la figura del Cyborg, è arrivata in Italia attraverso la traduzione delle sue opere di Liana Borghi.

Nel 1994 è stata co-responsabile della divisione lesbica W.I.S.E ( Women’s International Studies Europe), e dal 1996 socia fondatrice della Società Italiana delle Letterate. Liana si è spenta all’età di 81 anni. Nella sua vita ha portato avanti tante battaglie, per mezzo di un’estenuante e vivace attività di ricerca e per tale ragione è doveroso non solo continuare a ricordarla portando avanti le sue battaglie, ma ringraziarla. Grazie Liana, con affetto da un amico che non hai mai conosciuto, per tutto quello che hai fatto e che abbiamo avuto (e avremo ancora) da persone come te.

 

(22 novembre 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: