Elly Schlein: “Lavoro, emergenza climatica e salario minimo “

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di Giovanna Di Rosa

In una intervista al quotidiano Repubblica, la vicepresidente dell’Emilia-Romagna Elly Schlein ha snocciolato quelli che sono i temi attorno ai quali, dal suo punto di vista, deve ruotare la rifondazione della sinistra in vista del prossimo congresso PD.

“Serve una discussione con le persone e nella società, non nel ceto politico. L’obiettivo deve essere superare le contraddizioni di questi anni che hanno prodotto fratture e fatto sentire orfani tanti elettori ed elettrici della sinistra”, dice Schlein. “È mancato il lavoro su politiche redistributive della ricchezza, del sapere e del potere. La sinistra non è riuscita ad anticipare le grandi trasformazioni che stanno spaventando le società” e poi ci sono stati “l’aumento delle diseguaglianze, gli effetti sul lavoro delle innovazioni tecnologiche, l’emergenza climatica che mette a rischio il pianeta”.

Per Schlein la destra “non vede le diseguaglianze, è come se vivesse in un altro Paese” e sull’ambiente e sull’emergenza climatica è portatrice di idee “vecchissime e sbagliate. E non parla mai di precarietà del lavoro, che ruba il futuro a giovani e donne” scagliandosi “vigliaccamente contro l’immigrazione” ignorando, e non è storia di oggi, e non è solo opinione di Elly Schlein, “l’emigrazione causata dai salari bassi e quanto questa precarietà incida in negativo sulla natalità”. Una destra che vince perché pur senza avere “aumentato i voti, li ha redistribuiti al suo interno” di fronte alle divisioni delle opposizioni.

La ricetta di Schlein è semplicissima: “”Limitare il ricorso ai contratti a termine e alzare subito i salari. Investire nel lavoro sociale e di cura potrebbe creare più di 20 milioni di posti lavoro in Ue, di cui due in Italia” e poi dice la sua sul reddito di cittadinanza, con grande semplicità: “Giù le mani”. E politiche serie di “sostegno alle donne” da una presidente del Consiglio che dice di difendere “la libertà delle donne di esser madri” senza difendere “la libertà di non esserlo”.

 

 

(18 novembre 2022)

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