E poi venne quello del “Riapriamo tutto e se muore qualcuno pazienza”. Quello che mancava

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@perugianewsgaia #Politica

 

Poi si scusa, naturalmente, perché anche quelli del “Riapriamo tutto e se muore qualcuno pazienza” alla fine hanno un cuore. Soprattutto quando questo cuore si manifesta, in tutta la sua confindustriale enorme tracotanza, in streaming live – e sappiamo che la memoria del web è assai più lunga della nostra. “Ho sbagliato”. Ed è tutto a posto.

Guarda guarda, disse quello. ha detto “Ho sbagliato”. E figurati tu se le famiglie dei sessantamila morti e passa che non hanno potuto nemmeno salutarli sul letto di morte, i loro morti, possono essere soddisfatti o sazi di un “Ho sbagliato”. Ma questa è l’italica sensibilità. Possiamo dire n’importe quoi tanto poi basta un: “Ho sbagliato”. Come se non se ne fosse accorto nessuno che si è sbagliato.

Protagonista della patetica vicenda Domenico Guzzini, presidente di Confindustria Macerata che durante l’evento online Made For Italy per la Moda, trasmesso in streaming sui canali social e Youtube dell’organizzazione, ha detto: “Ci aspetta un Natale molto magro. Le persone sono stanche di questa situazione e vorrebbero venirne fuori. Bisogna riaprire: anche se qualcuno morirà, pazienza”, citiamo testualmente Il Resto del Carlino.

Del resto in questo paese dove ogni giorno se ne sveglia uno, e qualche volta anche più di uno, l’espressione “ se qualcuno morirà, pazienza” non l’avevamo ancora sentita. All’incontro #live partecipavano anche il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e il governatore delle Marche Francesco Acquaroli che fino ad oggi sono rimasti muti, certo per afonia, mentre Giorgio Ligliani, presidente della Cna di Macerata, c’ha tenuto a dire che “La disumanità di quella frase non è tollerabile, faccio fatica solo ad ascoltarla”.

Poi la marcia indietro di Domencio Guzzini che deve avere sentito terremotata la poltroncina direttamente collegata al cuore: “Ho sbagliato nei contenuti e nei modi” come se qualcuno potesse avere avuto dubbi, “preso dalla discussione ho fatto un’affermazione sbagliata, che non raffigura il mio pensiero”.

Dunque non c’era pensiero dietro quella frase?

Se fosse così, e chiudiamo l’incidente bollandolo di gaffe clamorosa e di scuse scuse al seguito che peggiorano la situazione anziché salvarla, ci sarebbe da chiedersi perché non ci si prepara prima di parlare in pubblico riflettendo su ciò che si andrà a dire. Certo, siamo esseri umani. Non si pretende mica che siamo anche capaci di usare la testa.

 

(15 dicembre 2020)

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