Al via l’Ancona Jazz Summer Festival 2021, dall’1 al 18 luglio

di Redazione, #Ancona

Con la presentazione del libro “Il gomito del jazzista (vol.2) – Ancona Jazz 1998-2020” domani 30 giugno alle ore 18,30 da Fàgola prende avvio la XVIII edizione di Ancona Jazz Summer Festival.

Un’edizione ricca, variegata e densa di collaborazioni  organizzata dall’Associazione Spaziomusica, con alle spalle 47 anni di attività, che si inaugurerà musicalmente giovedi 1 luglio 2021 alla Mole Vanvitelliana e proseguirà sino al 18 luglio tra Mole, Teatro delle Muse e l’azienda Aion di Moroder (6 luglio), con un appendice il 15 agosto per un concerto, sempre da Aion di Moroder, che segnerà il millesimo appuntamento musicale della storia di Spaziomusica. Free jazz, sonorità brasiliane, proiezioni cinematografiche, una grande orchestra e la big band, serate di bebop, l’intramontabile canzone italiana e influenze musicali da tutto il mondo: sarà un festival tutto da scoprire, sorprendente e davvero per tutti i gusti. Un’edizione che vede la collaborazione con la Form-Orchestra Filarmonica Marchigiana, la Colours Jazz Orchestra, Spilla e Sconcerti, ma anche Pescara Jazz e che riesce a recuperare diverse date cancellate lo scorso anno a causa della pandemia da covid-19. Nutrita anche la sezione incontri (tutti a ingresso gratuito con prenotazione) curati da Francesco Martinelli, giornalista, docente e critico musicale con i musicisti che si esibiranno al festival. Dopo gli incontri della passata edizione, tutti di grande interesse, Martinelli prosegue la sua indagine sulla storia della musica afroamericana concentrandosi su tre nuovi orizzonti stilistici. Il primo riguarda il “free” e l’avanguardia in generale, in cui sarà quanto mai vivo e pregnante il confronto con Roberto Ottaviano, tra i principali esponenti di questi linguaggi. Poi seguirà l’incontro con Barbara Casini e Roberto Taufic, basato sul rapporto tra Brasile e il jazz, e viceversa, con presentazione del libro della Casini “Se tutto è musica”, serie di interviste a importanti figure che hanno dominato la scena sudamericana dalla bossa nova in avanti.  Per finire, Ancona Jazz è particolarmente orgogliosa di ospitare il grande regista Pupi Avati, il quale dialogherà con Martinelli dell’influenza del jazz, nel suo caso quello tradizionale, nel cinema, attraverso curiosi aneddoti e spezzoni di suoi film.

Tra i nomi di spicco del Festival 2021 troviamo il sassofonista Roberto Ottaviano con il batterista Andrea Centazzo (1 luglio), la cantante e percussionista Barbara Casini (2 luglio), il regista Pupi Avati (3 luglio) da sempre legato al mondo del jazz, il trombettista Paolo Fresu con la Form (4 luglio), Angelo Valori e il Medit Voices con Mogol (5 luglio), la Colours Jazz Orchestra con il chitarrista Chico Pinheiro (7 luglio), la chitarrista e cantante portoghese Carmen Sousa (17 luglio) e il pianista polacco Kuba Stankiewicz (18 luglio).

È poi con grande piacere che il festival ospiterà, per un anteprima il 30 giugno h 18.30 da FàGOLA, la presentazione de “Il gomito del jazzista vol.2 – Ancona Jazz 1998-2020” di Massimo Tarabelli con interventi di Giancarlo Di Napoli.

IL PROGRAMMA
Mercoledì 30 giugno-FàGOLA- ore 18,30

“Il gomito del jazzista vol.2 – Ancona Jazz 1998-2020” di Massimo Tarabelli con interventi di Giancarlo Di Napoli

Il festival coincide con la pubblicazione del libro “Il gomito del jazzista Vol. 2” scritto, come il primo volume edito nel 1998, da Massimo Tarabelli. Corredato da splendide fotografie a colori e in bianco e nero scattate dai massimi fotografi marchigiani, il libro narra le vicissitudini, i concerti, i retroscena delle stagioni di Ancona Jazz dal 1998 al 2020, focalizzandosi sui rapporti con i musicisti e i manager internazionali, attraverso situazioni e aneddoti, resi ancor più ricchi dalle testimonianze preziose di Giancarlo Di Napoli, direttore artistico del festival, di tanti musicisti e di amici di Ancona Jazz.

Giovedì 1 luglio – Mole Vanvitelliana, Sala delle polveri – ore 19,00
Francesco Martinelli incontra…  Roberto Ottaviano
“Utopie positive degli anni ’70”
e presentazione del libro “Conversazioni con Steve Lacy” di Jason Weiss
Auditorium della Mole – ore 21,30
ROBERTO OTTAVIANO – ANDREA CENTAZZO DUO

“Remembering Steve Lacy”Roberto Ottaviano, sax soprano; Andrea Centazzo, batteria, percussioni
Forse non si poteva ricordare nel modo migliore l’immensa personalità artistica di Steve Lacy, sopranista che attraversò varie fasi del jazz, dal tradizionale all’avanguardia, con pari fantasia creativa, pervasa sempre da lucidità, ispirazione e senso dell’avventura. Infatti, siamo convinti che nessuno al mondo, in questo momento storico, gli possa offrire un omaggio più convinto rispetto a quello di Roberto Ottaviano (Bari, 1957). Non tanto perché Ottaviano sia un profondo cultore dell’intera opera di Lacy, o perché ne abbia abbracciato la splendida sonorità, ma piuttosto per aver intrapreso una via personale nel solco tracciato dal suo grande mentore. Come lui, infatti, che fu protagonista dal dixieland all’avanguardia più “libera”, Ottaviano conosce ampiamente la storia del jazz, avendo suonato con Buck Clayton, Ernie Wilkins, Sal Nistico, Dizzy Gillespie, Art Farmer, Chet Baker, Steve Swallow, Paul Bley e poi esponenti free europei quali Misha Mengelberg e Han Bennink, Tony Oxley, Irene Schweizer. Il nostro festival lo ha ospitato in anni recenti nei gruppi di Giuseppe Bassi “Mission Formosa” e “Echoes of Heroes” in omaggio a Henry Mancini, a testimonianza ulteriore di quanto la musica tutta (un album di qualche tempo fa, “Change the World”, si basa su un repertorio pop-rock) faccia da sfondo al suo estro artistico. Ad ulteriore dimostrazione di una maturità espressiva sempre più rilevante, l’ultimo lavoro, il doppio CD “Resonance & Rhapsodies” (Dodicilune) ha vinto il referendum di “Musica Jazz” come miglior disco del 2020. La presenza di Andrea Centazzo è altrettanto preziosa, dato che il percussionista vive da tempo a Los Angeles e raramente torna in Italia. Il suo passato fonda le radici in un periodo storico, gli anni ’70, che ha vissuto da protagonista al fianco di esponenti illustri dell’avanguardia americana (John Zorn, Don Cherry) ed europea (Giorgio Gaslini, Gianluigi Trovesi, Albert Mangelsdorff, Evan Parker). Nel 1976 ha modo di incidere un paio di dischi con Steve Lacy: il famoso “Clangs”, in duo, e “Trio Live”, completato dal bassista Kent Carter, entrambi per la sua etichetta Ictus, oggi molto quotati nel mercato dei collezionisti. Compositore per teatro e cinema, Centazzo da sfogo tutta la sua espressività estetica tramite un universo percussivo rutilante, animato da strumenti da lui stesso concepiti e realizzati, allo scopo di assecondare al meglio una forza improvvisativa con pochi uguali, secondo il credo che gli impartì lo stesso Steve Lacy: “Play What You Feel”!

Venerdì 2 luglio – Mole Vanvitelliana, Sala delle polveri – ore 19,00
Francesco Martinelli incontra… Barbara Casini e Roberto Taufic
Presentazione del libro “Se tutto è musica” e del cd “ Viva eu – As cançoes brasileiras de Novelli”
Mole Vanvitelliana, Corte – ore 21,30
BARBARA CASINI – SEBY BURGIO – ROBERTO TAUFIC
Barbara Casini, voce, percussioni; Seby Burgio, pianoforte; Roberto Taufic, chitarra
Barbara Casini non compariva nei programmi di Ancona Jazz dal 2016, quando si esibì presso Aion di Moroder al fianco del Duo Taufic. Ma il suo nome è ricorso spesso, fin dal 2001, perché con lei si sono avviati progetti esclusivi e di grande qualità, indimenticabile, a tale proposito, l’omaggio a Edu Lobo insieme con l’orchestra Filarmonica delle Marche, Enrico Rava e gli arrangiamenti di Paolo Silvestri. La sua classe interpretativa, unita a una conoscenza della musica brasiliana fuori dal comune, l’ha resa figura di riferimento in Italia nella valorizzazione dell’immenso patrimonio musicale carioca, restituito sempre nei suoi tipici valori emozionali. Anche stavolta al suo fianco un pianista e un chitarrista classico, quel Roberto Taufic che ha già avuto modo di farsi notare, e valere, in svariati altri concerti nelle nostre rassegne. Taufic è essenzialmente uno strumentista virtuoso, anche compositore, che guarda al Brasile come uno scrigno di ritmi pari a nessun altro. Arriva invece per la prima volta ad Ancona il pianista siciliano Seby Burgio, preceduto da una giusta fama di accompagnatore e solista in molteplici direzioni che l’hanno reso uno dei più richiesti dell’odierna scena italiana. Accanto a Barbara Casini ha inciso l’album “Uma Mulher”, per la Philology (2014), e altri contatti con i massimi jazzisti italiani e figure quali Fabio Concato, Mario Venuti, Roy Paci, Paolo Belli, Renzo Arbore, ne hanno completato una personalità attualmente tra le più ricche e sfaccettate che sia dato da ascoltare.

Il repertorio della serata attingerà in particolare dalle composizioni di Novelli, leggendario contrabbassista brasiliano (Recife, 1945), presente anche nel libro di interviste di Barbara “Se tutto è musica”. Canzoni sofisticate, preziose, affrontate da tanti musicisti di grande valore, che Barbara saprà rendere ancor più affascinanti grazie ad una sensibilità ed un lirismo del tutto peculiari, subito riconoscibili e coinvolgenti.

Sabato 3 luglio – Mole Vanvitelliana – ore 21,30
DIXIELAND IN ITALY
Fabrizio Cattaneo, tromba; Alfredo Ferrario, clarinetto; Danilo Moccia, trombone; Luciano Invernizzi, trombone; Luca Filastri, pianoforte; Roberto Piccolo, contrabbasso; Massimo Caracca, batteria
ESCLUSIVA E PRIMA ASSOLUTA

La straordinaria presenza di Pupi Avati ha spinto il festival a individuare un concerto di jazz classico, protagonista assoluto delle scene musicali americane nei primi anni del ‘900. In oltre un secolo di storia il jazz si è evoluto in modo frenetico, ma le fondamenta rimangono quelle, legate alla sapienza dell’improvvisatore e alla sua creatività. Alfredo Ferrario, musicista ben noto al pubblico di Ancona Jazz, avendo suonato più volte in situazioni diverse, ha raccolto per l’occasione esponenti di spicco del “trad” italiano, giovani e veterani, come nel caso di Luciano Invernizzi, leader della tuttora attiva Bovisa New Orleans Jazz Band, nata nel 1958 con lo spirito di tenere ben vivo il jazz di New Orleans delle origini. O come l’esperto Fabrizio Cattaneo, a lungo nelle migliori band stilisticamente legate al mainstream, fra hot e swing, ed anche presente nella colonna sonora del film “Bix” di Pupi Avati. Un’attenzione particolare, infine, andrà rivolta all’altro eccellente trombonista, Danilo Moccia, e al giovane pianista Luca Filastro, uno dei massimi esponenti dello stride piano, ma che non trascura affatto contributi più moderni fino a Bud Powell, un concentrato di swing e felicità espositiva che l’hanno portato ad esibirsi in tutto il mondo, anche in solitudine. Un gruppo formidabile e trascinante, ideale nel ricordare mitiche figure come il clarinettista George Lewis (venerato da Woody Allen), il trombonista Kid Ory e il trombettista Bunk Johnson, musicisti emblematici di quel “Dixieland Revival” che infiammò i palcoscenici del jazz mondiale per tutti gli anni ’40 e ‘50. E anche nel rendere il giusto tributo alle tante formazioni del genere che nacquero in Italia in quel periodo; ricordiamone alcune: Roman New Orleans Jazz Band, Milan College Jazz Society, Original Lambro Jazz Band, Riverside Jazz Band, La già menzionata Bovisa, New Emily Jazz Band, Milano Jazz Gang, la marchigiana Flaminia Street Jazz Band. Il jazz non permette che uno stile, pur moderno, faccia scomparire i precedenti, ma vive piuttosto di sintesi e coabitazioni, secondo una prassi che vede nel “come” e non nel “cosa” l’oggetto della propria individualità. Come musicisti come questi il jazz di New Orleans sembrerà, più che mai, vivo e necessario.

Domenica 4 luglio- Teatro delle Muse
ore 18.30 Ridotto Francesco Martinelli incontra… Pupi Avati
“Il jazz nel mio cinema”
Con interventi di Alfredo Ferrario al clarinetto e Luca Filastro al piano
ore 21,15 Sala Grande – esclusiva italiana
PAOLO FRESU, BEBO FERRA & ORCHESTRA FILARMONICA DELLE MARCHE
Paolo Fresu, tromba, flicorno; Bebo Ferra, chitarra; Orchestra Filarmonica delle Marche
Arrangiamenti e direzione: Massimo Morganti
PRIMA ASSOLUTA

Sulla figura di Paolo Fresu, sulla sua importanza per la scena del jazz italiano degli ultimi trent’anni non potrebbe bastare un libro. La sua carriera è impressionante per quantità e qualità di produzioni e collaborazioni: oltre 350 dischi, sia da leader che da sideman, rivolti a più aspetti della musica, dall’antica a quella cantautorale, dall’etnica alla contemporanea, abbracciando diversi progetti multimediali, e collaborando con attori, poeti, pittori, danzatori, scultori e poeti. Paolo è direttore artistico del festival di Berchidda, è coinvolto nella didattica, e ha scritto musica per il cinema, balletto e teatro. Dotato di sonorità splendida, poetica e emozionante, è strumentista tra i più quotati della scena contemporanea mondiale. Ancona Jazz l’ha ospitato in varie situazioni, dagli anni ’80 al “Brass Bang!” del 2015. In questa stimolante ed eccezionale situazione, che segna ancora una volta la preziosa collaborazione tra Ancona Jazz e la FORM, Fresu avrà al suo fianco il chitarrista Bebo Ferra, già partner fisso nel “Devil Quartet”, e si avvarrà degli splendidi, nuovi, arrangiamenti di Massimo Morganti su brani interamente di sua composizione, suggestivi fin dai titoli: “Apnea”, “E varie notti tre vie notai”, “Eros Mediterraneo”, “Un tema per Roma” e così via, a cui si potranno aggiungere anche un paio di standard immortali americani, tanto cari ai suoi idoli, Chet Baker e Miles Davis.

Lunedì 5 luglio – Teatro delle Muse – ore 21,15
“Ancona Jazz meets….Pop!”

ANGELO VALORI & MEDIT VOICES “Mi ritorni in mente: le canzoni di Battisti-Mogol”
Angelo Valori, direzione, arrangiamenti; Medit Voices, coro di otto cantanti + sezione ritmica
Ospite: Mogol

Angelo Valori è compositore, insegnante e direttore artistico di Pescara Jazz. Il repertorio del concerto presenta una rielaborazione originale per voci soliste, ensemble vocale e sezione ritmica dei più grandi successi di Lucio Battisti scritti insieme a colui che è ritenuto il più importante autore italiano nel campo della canzone, Mogol. MEDIT VOICES è un originalissimo gruppo vocale con quartetto ritmico. Nato come progetto di produzione e ricerca del Conservatorio di Pescara, ha sviluppato in seguito un repertorio unico e originale, essenzialmente Soul/Funk, che trasporta l’ascoltatore in un coinvolgente viaggio nel repertorio della grande musica internazionale. Nonostante la recente formazione, si è già esibito in oltre ottanta concerti, raccogliendo sempre un entusiastico consenso in importanti teatri e festival italiani. Nel 2016, in seguito allo straordinario concerto tenuto al Conservatorio di Pescara alla presenza di Mogol, il gruppo è stato invitato a prendere parte alla trasmissione di RAI 1 “Viva Mogol”,
iniziando con lo storico autore una collaborazione che continua negli anni. Concerto originale, di notevole interesse per chi ama la musica senza barriere, e ulteriore prova di come il linguaggio jazzistico riesca a convivere, e trarre linfa vitale, da qualsiasi altro indirizzo stilistico. Concerto ospitato nell’ambito della collaborazione fra i due festival jazz (Ancona, Pescara) più antichi dell’Adriatico.

Martedì 6 luglio – Terrazza di Moroder – ore 21,30
SEAMUS BLAKE – ALESSANDRO LANZONI DUO
Seamus Blake, sax tenore; Alessandro Lanzoni, pianoforte
PRIMA ASSOLUTA
Veramente singolare questo duo, nato da un paio di esibizioni in streaming durante il periodo di pandemia. Eppure, sono bastate per creare subito un’intesa, quel “feeling” necessario nel rendere vivo e palpitante un materiale sonoro eterogeneo, basato su standard e originali contemporanei, su temi brasiliani (Milton Nascimento, Guinga) e proprie composizioni. Il loro talento, d’altronde, è ben noto e riconosciuto. Alessandro si è imposto sulla scena italiana fin da giovanissimo, quando vinse il premio Urbani nel 2006, a quattordici anni (!), e già era in grado di guidare proprie formazioni. In seguito, ha suonato accanto ai massimi musicisti italiani (con Barbara Casini, Enrico Rava e FORM nel progetto dedicato a Edu Lobo nel 2014), continua a svolgere attività didattica e, attualmente, guida un trio con il bassista Thomas Morgan  e il batterista Eric McPherson. Grande musicalità e tecnica superba fanno di Alessandro uno dei pianisti di maggiore interesse e godibilità d’ascolto nel panorama odierno. Seamus Blake (1970) è padrone di una carriera più lunga, forte di collaborazioni probanti come quelle con John Scofield (la “Quiet Band” con cui suonò anche ad Ancona, teatro Sperimentale, nel 1996), la Mingus Big Band, Kevin Hays, Victor Lewis. È presente in numerosi album da leader e sideman, e in ognuno ha avuto modo di esprimere un linguaggio basato su un forte retaggio bop, ma anche una notevole disponibilità ad aperture melodiche e armoniche diverse. Ecco, quindi, due personalità lontane geograficamente, ma che si sono trovate nel segno della creatività e della bellezza, esperienze sensoriali uniche e, per questo, memorabili.

Mercoledì 7 luglio – Teatro delle Muse – ore 21,15
COLOURS JAZZ ORCHESTRA MEETS CHICO PINHEIRO
Chico Pinheiro, chitarra; CJO ospite: Marta Raviglia, voce
produzione di Spaziomusica
Questi sono soltanto alcuni dei numerosi giudizi entusiasti che accompagnano la carriera di Chico Pinheiro, giovane prodigio alla chitarra, ma anche dotato di talento smisurato nel comporre e nell’arrangiare. Chico trae linfa dall’immenso patrimonio del suo Paese d’origine (è nato a San Paolo, Brasile) e dal linguaggio jazzistico nordamericano per una musica di enorme freschezza e modernità, che guarda ai due mondi come un dialogo da cui attingere nuovi spunti tematici e d’improvvisazione. Per questo consueto, annuale, coinvolgimento della CJO, Pinheiro affronterà un repertorio di originali e standard, arrangiati da lui stesso e poi da Massimo Morganti e Bob Mintzer. Una meraviglia, un personaggio che sta lasciando un segno profondo nella scena contemporanea, ne è ulteriore conferma la recente “nomination” del suo ultimo disco “City of Dreams” come miglior album di jazz latino ai Grammy Awards 2021. Produzione originale di Ancona Jazz, ospitata anche al festival di Pescara.

Sabato 17 luglio – Mole Vanvitelliana ore 20,00
ANDREA DOMENICI TRIO
Andrea Domenici, pianoforte; Carlo Bavetta, contrabbasso; Pasquale Fiore, batteria
Siamo molto contenti nel poter ripresentare Andrea Domenici al nostro pubblico, dopo l’esibizione in duo con la pianista classica Radosia Jasik nel settembre dello scorso anno. Questa volta Andrea è nella sua formazione prediletta, una formula che gli permette di sviluppare al massimo il suo stile che ha profonde radici nel piano bop e post bop, grazie a figure importanti come Bud Powell, Barry Harris, Cedar Walton, Wynton Kelly, Tommy Flanagan, quella verità jazzistica che ha ancora moltissimo da offrire. E il pianismo di Andrea appare di una freschezza inusitata, forte sì di un retaggio culturale preciso, ma anche di una volontà ferrea di progredire e dire cose proprie. I tanti anni vissuti a New York, a stretto contatto con i musicisti che contano, ne hanno affinato gusto e capacità, ma anche procurato rispetto e considerazione altissima se notiamo che i suoi partner nel disco inciso finora, “Playing Who I Am“, si chiamano Peter Washington e Billy Drummond, una ritmica di lusso di norma accanto a nomi del calibro di Kenny Barron, George Cables, Steve Kuhn e simili. Con Andrea il futuro del jazz, non solo italiano, è in ottime mani.

ore 21,00
FRANCO PIANA & STEFANIA TALLINI
Franco Piana, tromba, flicorno; Stefania Tallini, pianoforte
Il festival propone ben volentieri un altro duo, anche stavolta basato su personalità diverse che hanno trovato un punto di fusione in un repertorio impostato sul fascino melodico di brani originali usciti dalla penna dei protagonisti, di standard jazz, canzoni italiane e temi brasiliani. Nel dar vita a questo progetto, i due utilizzeranno anche elementi inediti: lo “scat” vocale per Franco o l’utilizzo del flicorno come una percussione; Stefania che mette in campo la voce nell’esecuzione di certi brani. Complicità, intesa, “interplay” continuo rendono il duo esempio mirabile di raffinatezza esecutiva, qualità da sempre nel bagaglio espressivo di questi musicisti. Franco Piana è figlio del grande Dino Piana, uno dei massimi trombonisti europei, di provate doti di compositore e arrangiatore per grandi orchestre; Stefania è troppo nota al nostro pubblico per esaltarne ancora una volta la straripante musicalità.

ore 22,15
CARMEN SOUSA & THE SILVER MESSENGERS
Carmen Sousa, voce, chitarra; Theo Pascal, basso elettrico, contrabbasso; Elias Kacomanolis, batteria, percussioni
Nata a Lisbona da una famiglia cristiana di Capo Verde, Carmen Souza cresce in un ambiente di lingua mista tra creolo e portoghese, fortemente basato su uno stile di vita delle isole. Viene scoperta da Theo Pascal, suo produttore e uno dei migliori bassisti del Portogallo, che la introduce nel mondo del jazz e di altre sonorità. Da qui il passo verso i massimi festival del mondo è stato breve, tanto che oggi Carmen si colloca tra le migliori interpreti del cosiddetto “world Jazz”. Una musica piena di colori, nuance poetiche e fibrillazioni ritmiche, trascinante sempre. Se uniamo a tali caratteristiche una classe e una leggerezza innate, ecco i motivi per cui premi e riconoscimenti si rincorrono. Dopo la realizzazione di otto CD, è arrivato finalmente l’omaggio alla musica di un grande del jazz quale Horace Silver, anch’egli legatissimo alle tradizioni di Capo Verde (vi era nato il padre, molto presente nell’educazione del pianista e compositore). “The Silver Messengers” riscopre brani stupendi (pensiamo a “Senor Blues” e “The Cape Verdean Blues”), aggiunge nuovi testi creoli e nuovi arrangiamenti, e tuttavia permette ai musicisti coinvolti di calarsi nei panni di discepoli e testimoni di una musica tanto ricca da risultare fondamentale per la vita culturale dell’umanità.

Come afferma David Sylvian: “Una musica senza eguali, di rara limpidezza. Il soul del mondo del ventunesimo secolo”.

Domenica 18 luglio – Mole Vanvitelliana
ore 20,00
ANDREA DOMENICI TRIO
Andrea Domenici, pianoforte; Carlo Bavetta, contrabbasso; Pasquale Fiore, batteria

ore 21,30 (Jazz from Poland)
KUBA STANKIEWICZ SOLO “Kilar”
Kuba Stankiewicz, pianoforte
A cinquantasette anni, Kuba Stankiewicz è considerato non soltanto uno dei migliori pianisti jazz di Polonia, ma anche d’Europa e del mondo, in virtù di intensi studi, sul finire degli anni ’80, alla Berklee School di Boston e a lunghe frequentazioni della scena americana. Tale esperienza ha fortificato il suo stile, che tuttavia non ha mai abbandonato quel sentimento lirico legato al suo Paese d’origine. Profondo conoscitore della tradizione musicale polacca, sia classica che contemporanea, Kuba si è particolarmente distinto negli ultimi anni per realizzazioni discografiche rivolte alle composizioni di autori polacchi quali Bronislaw Kaper (creatore di standard come “On Green Dolphin Street” e “Invitation”) e Victor Young (“My Foolish Heart”, “Stella By Starlight”, “Love Letters”, “When I Fall In Love”, “Johnny Guitar”). Nel 2017 è uscito un terzo CD dedicato alla musica di Henryk Wars, autore di numerose colonne sonore per film polacchi e poi americani, realizzato in trio con Peter Erskine alla batteria. Altre sue collaborazioni prestigiose accanto a Scott Hamilton, Sheila Jordan, Harvie S. e Art Farmer (“Art in Wroclaw”). Si è già esibito un paio di volte nel nostro festival, prima nel 2017 con il gruppo “Echoes of Heroes” di Giuseppe Bassi dedicato a Henry Mancini, poi l’anno successivo in trio, lasciando sempre una grande impressione di sensibilità unita a maestria tecnica. Per questa serata Stankiewicz ha scelto di impostare il concerto su brani scritti dal grande compositore polacco Wojciech Kilar, già oggetto di un eccellente disco nel 2013.

Concerto in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma, il Consolato Onorario della Repubblica di Polonia in Ancona e l’Associazione Italo-Polacca delle Marche, in occasione del ricordo della liberazione di Ancona avvenuta il 18 luglio 1944.

ore 22,30
INEKE – PINHEIRO – CAVALLI TRIPLICITY
Ricardo Pinheiro, chitarra; Massimo Cavalli, contrabbasso; Eric Ineke, batteria
Ospite: Kuba Stankiewicz
Eric Ineke, olandese di settantaquattro anni, può essere considerato uno dei massimi batteristi europei. Il suo percorso artistico è, infatti, costellato di collaborazioni prestigiose, pur essendo spesso leader di un proprio gruppo. In carriera ha accompagnato Dexter Gordon, Dave Liebman, Barry Harris, George Coleman, Shirley Horn e numerosi altri, sia in concerti che in realizzazioni discografiche. Sapienza, classe strumentale e capacità di adeguarsi ad ogni situazione fanno di Eric Ineke uno dei batteristi maggiormente richiesti, sempre in eccellente stato di forma. Prova evidente è questo trio trasversale, completato da un musicista portoghese e da un italiano, che ha trovato un comune terreno d’intesa sì in brani originali, ma in particolare nella riproposizione di standard immortali con una freschezza negli arrangiamenti da meritare il più attento ascolto. La mancanza di uno strumento armonico come il pianoforte non limita i tre, anzi ne amplifica le qualità solistiche evidenziando soprattutto le doti ritmiche di Ineke, qui più che altrove memore del suo maestro Elvin Jones. E tuttavia la tavolozza del trio è molto ampia, ne è prova il secondo disco in uscita, dedicato a Bill Evans, e che verrà presentato in questa occasione. Ecco quindi un trio pregevole, elegante e pieno di swing, colto e comunicativo. Nella sua dimensione, una delle più intriganti sorprese nel panorama jazzistico europeo degli ultimi anni.

La serata è la testimonianza che il jazz è incontro: i musicisti provengono da quattro diversi paesi, Olanda, Portogallo, Italia e Polonia daranno vita a una serata caratterizzata dalla trasversalità delle composizioni. Brani dell’eccellente compositore polacco Wojciech Kilar, dello storico pianista Jazz Bill Evans, e del portoghese Ricardo Pinheiro, con l’accompagnamento di uno dei più assidui accompagnatori del grande Dexter Gordon: il batterista olandese Eric Ineke.

Il festival è possibile grazie al supporto storico del Comune di Ancona, Regione Marche, Mibact e dal 2021 dell’Ente Parco del Conero per valorizzare gli eventi green, e grazie alla collaborazione con il CMS Consorzio Marche Spettacolo, ARCI, Consolato Polonia Ancona e Associazione Italo-Polacca Marche, l’Istituto Polacco di Roma. Non manca il supporto dei privati come la Tenuta Moroder, Mica Mole e FàGOLA. Gli sponsor tecnici sono Rossini Pianoforti, Principi Strumenti Musicali, ENT-Entertainment Technologies.

Si ringrazia il Gruppo Zaffiro per il contributo Art Bonus.

Spaziomusica è membro delle reti MJN Marche Jazz Network, I-Jazz, EJN Europe Jazz Network e dal 2021 anche di JTTG Jazz Takes the Green, che mette in rete 20 tra i più importanti festival jazz italiani.

 

(29 giugno 2021)

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