di G.G., #politica
Sembra impossibile che a parlare di “vaccino senza foto” sia quella stessa Meloni che è riuscita ad inserire in un libro egopatico apologetico di lei stessa, una triste storia di aborto rifiutato impossibile da un punto di vista storico.
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La storia è nota, Meloni ha narrato fatti che sarebbero dovuti accadere nel 1976, ma lei è nata nel 1977, e nel 1976 l’aborto era illegale – essendo legale dall’approvazione della legge 194, che Meloni tanto attacca, soltanto dal 22 maggio 1978.
Perché ricordiamo questi fatterello? Perché Meloni ridisegna la realtà a suo uso e consumo favoleggiando per quelli che dichiarano il loro amore meloniano ai sondaggisti, dicendo che si vaccina “senza foto” e lasciando intendere di necessarie intimità per un momento personale che ha a che fare con la salute. Pubblica e personale.
In realtà temiamo non voglia foto perché, data la tendenza al grido della leader Meloni, potrebbero venire usate contro di lei dagli oppositori e dalla stampa.
Così, è calza a pennello il giorno in cui ci si vaccina, meglio prevenire che curare.
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(26 luglio 2021)
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