“Non mi fido” dell’opportunistica scelta leghista di una “raccolta firma per la Giustizia giusta” [sic] insieme ai Radicali

di Marco Maria Freddi, #Politica

In politica le cose accadono e accade anche che un partito nazionalista, sovranista, di estrema destra decida di abbracciare la causa della giustizia giusta [sic] e, assieme a un partito libertario qual è il Partito Radicale di Marco Pannella, raccogliere le firme per un referendum.

Certo non servivano gli ultimi scandali del sistema giudiziario per poter denunciare la scandalosa situazione della giustizia italiana e del suo sistema carcerario i quali, da molti anni, avrebbero già dovuto essere profondamente riformati, peccato che l’interesse della Lega al tema giustizia e carcere sia molto recente e quando c’è stato è stato è stato per invocare più carcere per tutti certo non per depenalizzare.

Il Parlamento, come molte altre volte nei decenni passati, ha grandi difficoltà ad affrontare materie che hanno riverberi ben oltre a ciò che intendono regolare, vale per la giustizia ma vale per l’Eutanasia nonostante due pronunce della Consulta e per questo la strada dei referendum rimane l’unica praticabile per arrivare all’obbiettivo. Non mi scandalizza l’idea di raccogliere le firme con la Lega, i temi della responsabilità penale dei giudici così come la separazione delle carriere e molto altro, sono temi Radicali da ben prima del supplizio giudiziario inferto a Enzo Tortora con il suo arresto ma contrariamente a Maurizio Turco, il segretario del Partito Radicale, io della Lega non mi fido.

Non darò la mia disponibilità a raccogliere le firme e perché libero e senza alcun vincolo con nessuno se non con la mia coscienza, dico a Maurizio Turco che si sta illudendo di questa effimera visibilità mediatica, non vi è da parte della Lega e del suo segretario alcun riconoscimento politico, solo uno strumentale utilizzo di temi e persone, così come credo che tutta questa attenzione sulla giustizia da parte della Lega dipenda più dal cappio della Severino (il rinvio a giudizio di Salvini causa Open Arms) e al fiatone che la Lega sente sul collo dell’altro partito gemello, sovranista, suprematista, nazionalista di estrema destra, di Giorgia Meloni.

Lo strumentale uso dei fatti di cronaca è la tecnica politica della Lega, al centro come in periferia, tecnica che non si ferma neppure davanti ad un corpo di un ragazzo di diciotto anni ucciso per gelosia o subcultura urbana, da un coetaneo a Parma. Una cultura politica più che una tecnica, che non si ferma neppure di fronte alla disperazione di tre famiglie al solo scopo di poter brandire paure inesistenti, una supposta mancanza di sicurezza a Parma ed è per questo che non mi fido, la cultura politica che ben rappresenta la Lega, non ha rispetto per alcuno o per alcun tema se non per essere strumentalmente usato all’unico obbiettivo, l’altare di un ritorno elettorale.

Mi fido di Enrico Letta e del progetto che presenterà di riforma della giustizia, do fiducia ad un segretario di partito che so essere consapevole non solo dell’importanza di una riforma ormai non più procrastinabile ma che sa essere legata alla erogazione dei fondi del Next Generation EU. Tanto alla fine non rimarrà nulla di questa raccolta referendaria, non tanto per i temi che vuole affrontare ma come per l’immigrazione, sarà per la giustizia, la Lega ha bisogno dell’emergenza per esistere e questo, lo sa anche Maurizio Turco.

 

(11 maggio 2021)

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