di Daniele Santi
Intervento di grande saggezza politica quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo, dove è intervenuto dicendo: “La pace non si impone automaticamente, da sola, ma è frutto della volontà degli uomini” affermazione che nella sua semplicità è tutt’altro che ovvia, considerando che si alzano i toni, le minacce si fanno più violente, le azioni offensive più forti, ma nessuno usa la parola “pace”, mai, e che la pace va invece perseguita con determinazione superiore a quella con la quale l’invasore vuole la guerra.
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Mattarella ha ricordato come in Europa si “pratica e si vorrebbe imporre l’arretramento della storia all’epoca delle politiche di potenza, della sopraffazione degli uni sugli altri, della contrapposizione di un popolo – mascherato, talvolta, sotto l’espressione interesse nazionale – contro un altro. Imperialismo e neo-colonialismo non hanno più diritto di esistere nel terzo millennio, quali che siano le sembianze dietro le quali si camuffano”.
Mattarella, ripreso da tutti gli organi d’informazione, Adnkronos inclusa, ha detto senza mezzi termini che non è “più il tempo di una visione tardo-ottocentesca, e poi stalinista, che immagina una gerarchia tra le nazioni a vantaggio di quella militarmente più forte. Non è più il tempo di Paesi che pretendano di dominarne altri” rendendo evidenti, col suo discorso, tutti i rischi connessi alla guerra insieme alla troppo debole volontà di cercare la pace di tutti i soggetti coinvolti, Italia compresa.
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(27 aprile 2022)
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