di Paolo M. Minciotti
“La cosiddetta diffida di Pro Vita nei confronti delle scuole che hanno adottato la Carriera Alias è una sceneggiata priva di fondamento che diffonde odio verso le persone trans”. Così Rosario Coco, Presidente di Gaynet.
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“In assenza di un quadro normativo definito, le scuole stanno provando a rendere inclusive e accoglienti le classi per gli e le studenti transgender e non binari. Le linee guida disponibili in tal senso si fondano su quanto affermato dall’OMS, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal portale informativo Infotrans.it, promosso da UNAR e ministero del lavoro. Con la carriera alias si soddisfa il bisogno umano primario del riconoscimento inserendo il nome d’elezione nel registro elettronico, negli elenchi e in tutti i documenti interni alla scuola aventi valore non ufficiale, che non violano in alcun modo la normativa vigente. C’è quindi da chiedersi, perché Pro Vita odia le persone transgender e non binarie? perché spende migliaia e migliaia di euro in petizioni che crescono solo sulla base della disinformazione, del pregiudizio e della paura? Questo atteggiamento risulta ancor più incomprensibile specie alla luce degli ultimi eventi di matrice transfobica, come la strage di Colorado Spring. Se davvero dicono di tenere alla salute di bambini e bambine – conclude il comunicato di Gaynet – la smettano di abbracciare un’ideologia che genera sofferenze, violenze e suicidi”.
(8 dicembre 2022)
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