Carlo Ciccioli di Fratelli d’Italia: “Il padre deve dare le regole, la madre accudire”. Meloni vittima di “sessismo” perché tace?

di Giovanna Di Rosa, #Politica

E così il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Marche si è espresso con tracotante maschilismo in sfregio ai dolori di Meloni maltrattata da un bruto per mere ragioni sessiste, qui spieghiamo come la pensiamo sulla questione, Meloni che sulla questione si guarda bene dall’aprire bocca, lei che come Salvini ha un’opinione su tutto, soprattutto su ciò che non conosce.

Il capogruppo Ciccioli (chissà dove cade l’accento) si è espresso in pieno delirio patriarcale da ventennio del secolo scorso declinando, dall’alto del suo essere maschio e progredito, il suo concetto di famiglia.

“I genitori di una famiglia naturale hanno compiti espliciti” ha tuonato. “Il padre deve dare le regole, la madre accudire. Senza una di queste due figure, i bambini rischiano di zoppicare andando avanti nella vita. Queste cose si studiano in psicoanalisi”. Ci spieghi quale. Perché le ricerche documentate dicono che il bambino ha bisogno di essere cresciuto in un ambiante amorevole, confortevole, sicuro e stabilmente affettivo, il resto è propaganda nostalgica di un ventennio fascista dal quale c’è ancora, purtroppo, chi rifiuta di emanciparsi.

Ma le uscite del capogruppo di Fdi nelle Marche non stupiscono per il loro sessismo misogino e per la loro nemmeno troppo velata omofobia interiorizzata, stupiscono perché paiono avere ammutolito la leader più bionda del west che va cercando politicamente pietà a destra e a manca dopo gli ingiustificabili attacchi del professore buttato fuori dall’Università per averle rivolto gli inaccettabili epiteti  con i quali l’ha apostrofata. Di fatto però l’affermazione di Ciccioli è sessista, misogina, familista e patriarcale e offende le donne, dunque non si spiega come mai la Meloni mortalmente offesa dal sessismo altrui non ritenga di correggere, si noti non diciamo zittire, diciamo correggere, le affermazioni da 1920 appena leggermente più a destra di Mussolini, del suo capogruppo alla Regione Marche.

Converrete, al di là del conservatorismo baciapile e del maschilismo virile che è anche cifra dell’azione politica virilmente gridata di Meloni, che non ci si può permettere, nemmeno dall’opposizione, di ignorare problemi di tale portata. A meno che Meloni coi suoi silenzi non ci voglia dire che esiste un sessismo di serie “a” quando riguarda lei, e uno di serie “b” quando i sessisti sono gli esponenti del suo partito.

In tal caso non ci sarebbe proprio niente da spiegare perché avremmo capito perfettamente.

 

(24 febbraio 2021)

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